mercoledì 8 aprile 2026

Voices - Le Voci

  • Titolo: Voices - Voci
  • Titolo originale: Voices
  • Autrice: Ursula K. Le Guin
  • Traduttore: Stefano Andrea Cresti 
  • Lingua originale: inglese
  • Codice ISBN: 9788804802433
  • Casa editrice: Mondadori

Trama 

Quando il popolo degli Ald, incolto e amante della guerra, conquistò la splendida città di Ansul, tutte le biblioteche e i tesori della conoscenza delle epoche passate vennero profanati e distrutti. L'atto della lettura e quello della scrittura furono vietati, resi punibili con la morte: gli Ald credono infatti che nelle parole si nascondano demoni terribili. Il Mastrodivia, l'ultimo custode della memoria collettiva, fu imprigionato e torturato per anni... Ma non è stato annientato: la sua vita ha ancora uno scopo. 
Per la diciassettenne Memer, figlia delle violenze di quell'invasione, Ansul è casa, rifugio sicuro, e il Mastrodivia molto più di una guida fidata. E un giorno, quando il più famoso narratore di tutti i tempi, Orrec di Caspromant, e sua moglie, Gry di Roddmant, giungono in città, accompagnati dalla loro fiera leonessa Shetar, le cose finalmente iniziano a cambiare. Questa è la loro storia, la storia di un popolo conquistato che brama la libertà.

Recensione e commento

Quando ormai mi ero quasi rassegnata ad aver quasi concluso la lettura della produzione della mia amata Ursula Le Guin, Mondadori ha pubblicato Voices - Voci, seguito di Gifts - Doni, fino a questo momento inedito in Italia.

In questo secondo romanzo della trilogia di Annals of Western Shore non è più Orrec a essere protagonista, che qui troviamo ormai adulto con un importante ruolo secondario, ma Memer, una ragazza che nasce e cresce sotto un’occupazione militare straniera. In questo contesto, Le Guin fa qualcosa che fa molto spesso: ribadisce alcuni cliché del fantasy per poi scardinarli uno alla volta. Memer è infatti un’orfana, ma non per questo è una prescelta, non per questo è sola e senza famiglia, inoltre il sistema magico è sotteso, dato per scontato e allo stesso tempo tenuto nascosto, in un contesto culturalmente complesso in cui si ha paura del diverso.

È proprio grazie a questa complessità che il conflitto tra due parti apparentemente inconciliabili, in cui le rispettive religioni, una con un dio unico indivisibile e irraggiungibile, l’altra popolata da molti dei presenti in ogni cosa, hanno uguale rilievo nelle rispettive culture che la magia non può essere panacea di tutti i mali come strumento di annientamento. Voices, infatti, è più un libro sulla propaganda e sul suo modo di funzionare, su tutte le piccole ipocrisie dei potenti che temono la parola scritta e la vietano, perché chissà cosa c’è scritto in quei pericolosissimi libri, ma poi ingaggiano cantastorie perché tessano le loro lodi e raccontino le storie come è più comodo per loro. È un romanzo che fa sentire tutta la frustrazione dell’intelletto che deve scontrarsi con la forza bruta che non sente ragioni, un po’ come quando si gioca una partita a scacchi contro un piccione: si può anche essere campioni del mondo, ma quello camminerà sulla scacchiera, rovescerà tutti i pezzi e ci defecherà sopra. In questi tempi difficili fatti di libri vietati nelle scuole e nelle biblioteche perché potrebbero insegnare qualcosa di pericoloso per lo status quo, Voices insegna il valore delle storie non soltanto per cambiare le cose, ma anche per mostrare come esse siano un vero e proprio patrimonio culturale immateriale che costituisce una grossa fetta della nostra identità, sia come popoli che come individui. Avrei trovato molto retorico se Le Guin avesse voluto mandare il messaggio che i libri sono importanti come oggetti materiali, ma qui il significato è più radicato nella collettività e nella condivisione, nella convinzione che il contenuto dei libri sia importante nel momento in cui ci cambia e nel mondo in cui lo cambiamo noi dopo averci interagito, alla luce fioca di una lanterna, perché non esiste tesoro che non meriti di essere condiviso e non è solo l’atto di leggere a dare libertà, ma anche quello di scrivere e raccontare la propria versione. I libri non sono e non devono essere qualcosa di intoccabile: sono un’eredità da sfruttare pienamente.

A questo proposito, l’autrice utilizza delle simbologie contrapposte tra il popolo conquistato e quello del conquistatore e lo fa in modo camuffato, mai sfacciato o palese. Il ruolo dell’intellettuale dovrebbe essere quello di spegnere il fuoco, e infatti l’elemento sacro per il popolo di Ansul, quello cui appartiene la protagonista, è l’acqua, che, da quando il popolo degli Ald è arrivato in città è stata prosciugata dalle fontane. Però si sa che l’acqua cheta corrode i ponti e la ribellione trova sempre il modo di fiorire. Le Guin dipinge in modo molto vivido tutte le implicazioni della resistenza in un momento in cui la rabbia e la violenza sono costanti e di come la risoluzione più logica ed efficace non è certo quella più semplice da mettere in pratica: non è con una semplice profezia che le cose si aggiusteranno e fino all’ultimo sarà impossibile comprendere se effettivamente un incantesimo si sia verificato oppure no. Non c’è un libro magico a risolvere tutto, perché a fare la differenza è la conoscenza di chi lo impugna.

Voices - Voci è un romanzo che si concentra moltissimo della vita quotidiana ed è per questo che la fetta di pubblico che cerca qualcosa di più veloce e ricco di azione, battaglie campali, ritmo e risposte certe potrebbe non trovarlo nelle sue corde. Di certo, Le Guin non ha mai avuto problemi a uscire fuori dagli schemi per mostrare un nuovo punto di vista. Spero che il terzo libro della trilogia, Powers, arrivi presto anche da noi.

Voices - Le Voci

Titolo: Voices - Voci Titolo originale: Voices Autrice: Ursula K. Le Guin Traduttore: Stefano Andrea Cresti  Lingua originale: inglese Codic...