- Titolo: Il Mondo sospeso
- Titolo originale: The Floating World
- Autrice: Axie Oh
- Traduttrice: Paola Molica
- Lingua originale: inglese:
- Casa editrice: Mondadori
- Codice ISBN: 9788804800590
La Biblioteca di Zosma
Opinioni non richieste di una lettrice moderatamente nichlista
mercoledì 16 settembre 2026
Il Mondo sospeso
mercoledì 2 settembre 2026
Gwen e Art NON stanno assieme
- Titolo: Gwen e Art NON stanno assieme
- Titolo originale: Gwen and Art are NOT in love
- Autorǝ: Lex Croucher
- Traduttrice: Marti Del Romano
- Lingua originale: inglese
- Casa editrice: ne/on
- Codice ISBN: 9791282205023
Potreste pensare che questo romanzo sia un po’ come Balto, che sa solo quello che non è, ma non è così, anzi, è un libro dall’identità forte che non si piega alle esigenze di mercato, non snocciola trope popolari e non sfocia mai nel fanservice. Ed è per questo che mi è piaciuto tantissimo, proprio perché una storia lineare e apparentemente semplice non si perde mai nel cliché e soprattutto, non diventa mai problematico (ormai the bar is on the floor).
Gabriel e Bridget sono i secondari e love interest di Art e Gwen e non sono meno degli di importanza delle voci protagoniste. Gabriel, come erede al trono, sente ancora di più le stesse pressioni sociali della sorella, pensa di dover essere un sovrano perfetto, senza riuscire davvero ad abbracciare l’idea che la perfezione non sia di questo mondo. Passa le sue notti a studiare i testi relativi al leggendario re Artù nella speranza di poter essere come lui dimenticandosi che anche i miti e le leggende erano persone, che anche loro avevano dubbi ed erano fragili. Gabriel cerca di modellare sé stesso su degli esseri che sono stati mitizzati, a cui la Storia ha cancellato difetti e tratti caratteriali che non erano compatibili con ciò che era utile al momento e che non sono mai davvero esistiti per come li pensa lui. Quella con l’Artù della sua immaginazione è una gara che non può vincere, se poi una gara esiste, anche perché le esigenze del popolo ai tempi di Artù non sono certo le stesse che deve affrontare lui. Quello di Gabriel è il conflitto interiore di chi è in un modo e pensa che per il bene comune sarebbe meglio se fosse diverso, è il conflitto di chi si trova nel pieno di una lotta religiosa e rischia di perdere il potere, il titolo, la vita, ma ha comunque la consapevolezza che fare coming out sarebbe un bene per fare sentire al sicuro anche altre persone, quelle che non si sentono accettate. Gabriel giudica al di fuori di sé le stesse cose che giudica dentro di sé, è infastidito da ciò che di sé lo disgusta e che Art riesce a vivere con naturalezza. Il suo percorso serve proprio ad affrontare sé stesso e tirare giù dal piedistallo un’idea fine a sé stessa.
Verso la parte finale c’è un cambio di tono e la storia, che apparentemente correva su un binario rassicurante, prende una piega molto più oscura. Tuttavia, nonostante le scene cruente, personalmente ho trovato perfetto il finale, verosimile nel suo sapore dolceamaro, che mostra la violenza come rifugio degli stolti, che non risolve mai nulla, ma lascia solo feriti e macerie da spazzare via per poter ricostruire.
mercoledì 29 luglio 2026
Noi
- Titolo: Noi
- Titolo originale: Nous
- Autrice: Christelle Dabos
- Traduttore: Alberto Bracci Testasecca
- Lingua originale: francese
- Codice ISBN:
- Casa editrice: edizioni e/o
In questo romanzo worldbuilding e sistema magico sono così intrinsecamente legati da non essere distinguibili, l’intera società è basata su un numero di comandamenti “laici” che governano l’intera società. Essi hanno al loro centro due principi: il primo è che non esistano istinti minori (ci arriviamo fra un attimo) e l’altro è la piramide sociale (sotto forma di grattacielo di vetro) venga scalata in base a quante vite una persona riesca a salvare.
Questa enorme metafora del capitalismo racconta come si ambisca sempre a qualcosa di più di ciò che si ha e di come non cambi nulla, né nella pratica, né nella percezione della felicità, una volta che lo si ottiene. Goliath, uno dei protagonisti, ha sacrificato parti di sé, letteralmente, per riuscire ad arrivare al conto di undici vite prima dello scadere del tempo a sua disposizione per diventare Santo, ma una volta che ci arriva non solo non cambia nulla nella sua vita, ma si chiede addirittura se ne sia valsa la pena. La corsa verso la perfezione gli fa perdere le braccia e la cosa lo porterà a farsi delle domande troppo tardi, quando ormai il danno è fatto e ormai il conto troppo alto è già stato pagato. Anche sotto questo aspetto, l’autrice ha fatto le cose per bene: la sua disabilità è mostrata sempre in azione e in modo credibile, ogni sua difficoltà viene tratteggiata in modo realistico anche nelle più piccole cose, persino allacciarsi le scarpe diventa impossibile dopo che Goliath ha dato troppo senza aver ricevuto nulla in cambio.
Il livello di scrittura di Dabos è cresciuto esponenzialmente, il suo stile è stato affinato tantissimo, la prosa efficace e poetica riesce a dire tutto ciò che serve in pochissime parole. L’autrice crea una storia che va ben oltre il punto in cui un’altra penna l’avrebbe fatta concludere, quando lo scioglimento sembra arrivare a circa un terzo della storia, ma questa non è una storia epica tra bene e male, l’unica lotta che esiste è quella per restare a galla e sopravvivere, la vera sfida è vedere l’umanità nel nostro nemico e andare oltre il ruolo che la produttività ci ha appioppato. Dabos ha tutto sotto controllo, ogni elemento che viene introdotto all’inizio avrà un suo senso e un suo ritorno alla fine del romanzo, inoltre tutto vuol dire sempre qualcosa, la gestione dei simboli è magistrale anche questa ha un suo senso portato dall’inizio alla fine.
venerdì 10 luglio 2026
American Psycho
- Titolo: American Psycho
- Titolo originale: American Psycho
- Autore: Bret Easton Ellis
- Traduttore: Giuseppe Culicchia
- Lingua originale: inglese
- Codice ISBN: 9788806219253
- Casa editrice: Einaudi
Questo non è un romanzo semplice, non è un libro che consiglio tout court per via dei livelli di sesso spinto esplicito e di violenza senza alcun freno, ma è un libro che da quando è stato pubblicato non è invecchiato di un giorno. Ambientato nella metà degli anni Ottanta, racconta di Patrick Bateman, un giovane yuppie nonché narratore estremamente inattendibile. Patrick è un uomo ossessionato da sé stesso e dalla sua apparenza a livelli maniacali. Tra un’ora di skincare al giorno, riviste di moda studiate a memoria, palestra per apparire statuario, diete per mantenere sotto controllo i livelli di grasso corporeo, la cura della sua persona si trasforma in culto e rimane solo superficiale, perché l’uso di droghe, la vita irregolare e gli alcolici le sue scelte salutiste si dimostrano solo di facciata.
Non è soltanto l’ossessione per il proprio aspetto, l’unica e sola cosa che per lui conti davvero, ad avermi ricordato perfettamente il periodo storico che stiamo vivendo: Patrick ha l’idea fissa di dimostrare di non essere un perdente, al punto che le sue vittime (se poi esistono, perché una delle interpretazioni del libro, che coincide con la mia, è che tutta la violenza che ci racconta sia nella sua testa) sono tutte da lui considerate come scarti, totalmente inutili, come senzatetto che hanno perso il lavoro, mentre lui si vanta di fare soldi a palate, o donne, che nell’arco del libro valuta soltanto per la grandezza del loro seno o per la sodezza dei loro sederi e che nella sua mentalità esistono solo per compiacerlo. Persino mangiare va ben oltre il nutrirsi e il genuino piacere del cibo, ma diventa un’ulteriore performance, per cui i piatti diventano complesse manifestazioni di prestigio del cui sapore non interessa nulla a nessuno. In questo senso, il Dorsia è un elemento ricorrente, un locale nel quale non riesce mai a prenotare perché non è un uomo d’affari abbastanza in vista e quasi gli esce il fumo dalle orecchie quando suo fratello, che lui considera un fallito perché conduce una vita agli antipodi rispetto alla sua, riesce a farsi riservare un tavolo in brevissimo tempo.
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| Patrick e la sua skincare |
Profeticamente, Bret Easton Ellis fa in modo che un personaggio totalmente negativo, che si è messo su un piedistallo da solo, prima di svolgere una qualsiasi azione si domanda cosa farebbe Donald Trump, uomo per lui è insuperabile sul piedistallo supremo (anche se nel 2026 potremmo dissentire parecchio e ridere sardonicamente, forse nascondendo delle lacrime agli angoli degli occhi).
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| Terrificante Christian Bale |
American Psycho è cosparso in modo maniacale di riferimenti alla cultura pop di quel periodo, con lunghissime digressioni su album musicali, prodotti di bellezza raccontati nei minimi dettagli e descrizioni del vestiario di ciascun personaggio che sembrano letteralmente uscite da un catalogo. Non è una lettura semplice, non è leggera e non scorre via facilmente. È un libro che pesa come un macigno e vuole che sia esattamente così, lasciando un finale ambiguo che bisogna interpretare alla luce di tutti gli indizi cosparsi nel corpo del testo.
Quel che è certo, è che l’autore intendeva criticare il modo in cui quella generazione (e forse anche la nostra, a giudicare dalla quantità di fuffaguru che vendono corsi per diventare leoni della finanza e podcast di uomini che si vantano di essere spietati maschi alfa) sia cresciuta facendo vanto della propria cattiveria e che in quella ha trovato la suaunicità, perché il protagonista si sente speciale nelle sue perversioni, quando avrebbe potuto cercare di essere speciale nella ricerca della bontà.
venerdì 26 giugno 2026
Volo di Drago
- Titolo: volo di Drago
- Titolo originale: Dragonflight
- Autrice: Anne McCaffrey
- Traduttrice: Roberta Rambelli
- Lingua originale: inglese
- Codice ISBN: 9788834747599
- Casa editrice: Fanucci
Volo di Drago è un libro che in trecento pagine riesce a cristallizzare un’epoca e a cambiare tutte quelle successive. Il concetto di drago non più come creatura mistica, ma come animale senziente da cavalcare in battaglia nasce qui, con tutto ciò che ne è derivato dopo. Mi sbilancio come raramente mi capita di fare: assolutamente imprescindibile.
mercoledì 17 giugno 2026
La Prescelta del Corvo
- Titolo: La Prescelta del Corvo
- Titolo originale: The Raven Scholar
- Autrice: Antonia Hodgson
- Traduttore: Stefano Giorgianni
- Lingua originale: inglese
- Codice ISBN: 9788804792819
- Casa editrice: Mondadori
Infatti, per quanto contenga delle buone idee, si vede che la struttura è talvolta inesperta: il libro è ambizioso ma qualche volta abbozzato nella sua ambizione. Per esempio, la maggior parte dei capitoli sembra essere scritta tramite la focalizzazione della protagonista, Neema, salvo poi, per esempio in un capitolo da quindici pagine, inserire due righe dal punto di vista di un altro personaggio. La focalizzazione mobile di per sé non è un problema, anzi, io la preferisco rispetto a quella fissa perché mostra una maggiore padronanza della storia e bisogna avere tutto sotto controllo per poterla utilizzare, ma qui appare spesso disorientante perché non è bilanciata, viene usata solo quando l’autrice si rende conto di non poterne fare a meno e pertanto inserisce occasionali intrusioni da un altro punto di vista, un po’ come se si trattasse di una prima stesura invece di quella definitiva. Allo stesso modo, quando le serve un narratore onnisciente, inserisce degli intermezzi scritti in corsivo che sarebbero il punto di vista di un ulteriore personaggio introdotto avanti nella trama, che vede le cose dall’altro e ci fa il punto della situazione, ma anche qui, per me eccessivamente sbilanciato e poco organico.
In conclusione, La Prescelta del Corvo è un libro che può riservare delle piacevoli sorprese, ma al quale bisogna approcciarsi con le giuste aspettative, ideale più che altro per chi cerca un thriller immerso in un’ambientazione fantasy
mercoledì 10 giugno 2026
Snowglobe 2
- Titolo: Snowglobe 2
- Titolo originale: 스노볼2
- Autrice: Soyoung Park
- Traduttrice: Lea Giulia Elia
- Lingua originale: coreano
- Codice ISBN: 9788804784717
- Casa editrice: Mondadori
Dal punto di vista narrativo le vicende continuano sulla stessa linea del libro precedente, rispondendo a quesiti rimasti aperti e ampliando questioni irrisolte, mentre per quanto riguarda le tematiche, queste non sono semplicemente una riproposizione di ciò che è stato ampiamente trattato, quanto discorso ex novo su questioni quantomai attuali.
Per esempio, il rapporto parasociale venutosi a creare tra attori e pubblico a casa qui viene in parte ribaltato, perché se nel primo romanzo assistevamo alla questione dal punto di vista di chi usufruiva dei drama sullo schermo e si ritrovava a gioire per vite finte e irraggiungibili, qui un piccolo ribaltamento è costituito dall’unica possibilità in un intero anno che il pubblico ha di decidere le sorti degli attori che vivono a Snowglobe. Questa singola occasione di creare una catastrofe che ha ripercussioni sull’intera popolazione della città, si trasforma in un momento in cui chi abita fuori da Snowglobe può infliggere tragedie a chi vive nel lusso, ribaltando momentaneamente il rapporto di potere e trasformando il disastro indotto nella città nell’ennesimo espediente narrativo per creare nuovi drama da trasmettere in tv, così che si crei un circolo vizioso in cui gli spettatori possano sentirsi parte attiva e allo stesso tempo consumare un prodotto. La critica alla nostra società è molto chiara: ci illudiamo di avere potere quando votiamo al televoto del Grande Fratello, ma non andiamo alle urne quando potremmo decidere veramente. Anche l’espediente utilizzato dai potenti per mantenere il controllo sulla popolazione è molto chiaro: in questo costante divide et impera, in cui attori e spettatori non corrono mai gli uni in soccorso degli altri, ma competono e basta, chi ne giova sempre è proprio chi sta in cima alla piramide e che tuttavia non contempla che il divide et impera possa anche ritorcerglisi contro.
La distopia dedicata a Chobam non è forse la più terrificante che potrete mai leggere, ma è sicuramente una delle più autentiche del nostro tempo, perché non è una semplice scusa per costruire un romance enemies to lovers. È una storia che critica la nostra società, spronandola a cambiare, a vivere una vita che non sia necessario mostrare perché sia degna di essere vissuta e che ci invita a guardare la realtà con consapevolezza, mentre scendiamo dalla ruota del criceto.
Il Mondo sospeso
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