venerdì 13 febbraio 2026

A Reaper at the Gates - Un Assassino alle Porte

  • Titolo: A Reaper at the Gates - Un Assassino alle Porte
  • Titolo originale: Reaper at the Gates
  • Autrice: Saba Tahir
  • Traduttrice: Francesca Sassi
  • Lingua originale: inglese
  • Codice ISBN: 9788834747049
  • Casa editrice: Fanucci
Trama


Dentro e oltre i confini dell’Impero, l’ombra della guerra incombe sempre più minacciosa.
Helene, l’Averla sanguinaria, cerca disperatamente di proteggere la vita di sua sorella e di tutti gli abitanti dell’Impero. Ma è consapevole dei pericoli che la circondano: l’imperatore Marcus, perseguitato dal suo passato, diventa sempre più instabile e violento, mentre Keris Veturia, la spietata comandante, sfrutta la volubilità dell’imperatore per accrescere il proprio potere, senza curarsi della carneficina che lascia dietro di sé.
Laia, dal canto suo, sa bene che il destino del mondo non dipende solo dalle macchinazioni politiche della corte dell’Impero marziale, bensì dal fermare una volta per tutte il Signore della notte. Si dirige quindi a Marinn per radunare un’armata che combatta al fianco della resistenza, ma lungo la strada deve affrontare minacce inaspettate da parte di coloro che credeva l’avrebbero aiutata.
Elias, invece, è intrappolato nella terra tra i vivi e i morti, dove ha rinunciato alla sua libertà per aiutare la Traghettatrice di anime. Ma accettare questo destino per il bene dell’umanità significa arrendersi a un antico potere che esige la sua completa devozione: abbandonerà quindi Laia, la donna che ama, oppure seguirà il suo cuore lasciando che il resto del mondo ne paghi le conseguenze?

Recensione e commento

Tra miliardari pedofili cannibali e genocidi sparsi in varie parti del mondo, il periodo storico che stiamo vivendo lascia pochi spiragli di speranza e supera persino l’immaginazione sfrenata di un’autrice fantasy come Sabaa Tahir.

In questo terzo e penultimo libro della serie assistiamo a eventi che sono quanto di più diametralmente opposto esista in merito all’escapismo, perché le frasi che risuonano con il contesto attuale, i paragrafi che sembrano usciti dalle cronache dei giornali pubblicati dieci anni dopo la prima tiratura del romanzo non si contano e addirittura la violenza di una guerra inventa è più sopportabile di un qualsiasi telegiornale di questi giorni.

Cosa fare quando il male sembra invincible, sempre dieci passi avanti a chi cerca di fermarlo, come provare ad arrestare un fiume con le proprie mani? L’autrice prova a darci la sua visione, intessendo una trama ricchissima di eventi, in cui ogni volta che sembra arrivare a scioglimento, riserva un antagonista che aveva già previsto le azioni che sarebbero state poste in atto per bloccarlo e che colpisce con il pugno di ferro, schiacciando completamente la speranza e frantumando l’idea di controllo dei protagonisti.

Per quanto riguarda loro, ciascuno ha a questo punto sviluppato dei poteri peculiari che sono alcuni di quelli di cui abbiamo bisogno anche noi nel mondo primario, come quello di Hel, l’averla sanguinaria, braccio destro di un impero fortemente militarizzato e che come stratega e soldata dovrebbe avere un occhio spietato e utilitarista, ma finisce con l’acquisire un potere di guarigione che la lega indissolubilmente con le persone che soffrono. L’empatia è qualcosa che lei pensa di non potersi permettere, ma noi sappiamo benissimo che è la sola arma che abbiamo in questi tempi oscuri, che ci serve proprio per non voltarci dall’altra parte, nell’indifferenza. Al contrario, Elias, che svolge invece un ruolo al servizio dell’umanità, ne esce anestetizzato, perché la somma della sofferenza di ogni individuo è obiettivamente schiacciante. Laia, invece, è colei che appartiene alla minoranza presa di mira, sterminata per vendetta, schiavizzata, umiliata e che non ha un altro posto dove andare, sviluppa il solo potere che può aiutarla a sopravvivere e che al tempo stesso simboleggia anche la condizione in cui verte la sua gente: quello dell’invisibilià.

Infatti, tra interessi personali, ricerca del potere e autoconservazione, i potenti stanno solo pensando a spartirsi la torta, invece di intervenire efficacemente quantomeno facendo fronte comune davanti a una minaccia collettiva. Anzi, in guerra i guadagni personali diventano ancora più ingenti (se vi suona familiare, immagino che non sia un caso) e chi sta in cima alla piramide fa così paura che persino i Paesi vicini hanno paura a dare asilo ai profughi (di nuovo: se vi suona familiare, immagino che non sia casuale).

A livello di trama, gli eventi sono la continuazione naturale dei due romanzi precedenti e obiettivamente, non è un libro perfetto, se devo mettermi a fare le pulci va detto che a livello narrativo probabilmente è un po’ ridondante, alcune cose sono lievemente tirate per i capelli, oltre al fatto che le voci protagoniste sono molto uniformi, al punto che quando sono assieme sulla scena nello stesso capitolo si fatica a tenere a mente chi stia parlando, ma in fondo stiamo parlando di difetti minori. Non è per questo che A Reaper at the Gates - Un Assassino alle Porte è difficile da leggere. È difficile perché racconta di un mondo troppo simile al nostro, ma che trova comunque un mondo per tenere acceso il lumicino della speranza, qualcosa che nella realtà non riusciamo più a fare: stiamo per arrenderci se non lo abbiamo già fatto, invece di perseverare nella nostra indignazione.

Questo non è un fantasy escapista, ma forse abbiamo bisogno di prendere spunto da opere come questa per trovare la magia che ci possa aiutare a correggere le storture del nostro mondo e continuare a lottare per il bene, anche quando il male sembra insormontabile e invincibile.

mercoledì 4 febbraio 2026

Snowglobe

  • Titolo: Snowglobe
  • Titolo originale: 스노볼
  • Autrice: Soyoung Park
  • Traduttrice: Lea Giulia Elia
  • Lingua originale: coreano
  • Codice ISBN: 9788804784706
  • Casa editrice: Mondadori
Trama

Dopo la catastrofe climatica che ha fatto sprofondare la Terra in un inverno perenne, solo chi si trova sotto la cupola di Snowglobe vive al caldo e nella prosperità. Gli altri si raccolgono nei villaggi esterni e, in condizioni disumane, lavorano nelle centrali elettriche che producono l'energia necessaria a garantire ai pochi privilegiati di vivere circondati da lusso e calore. In cambio, gli esclusi possono guardare giorno e notte i programmi trasmessi da Snowglobe: reality show che documentano in tempo reale la vita di chi vi abita. Chi è fuori guarda, sogna. E obbedisce. Jeon Chobam ha sedici anni e vive con la madre, il fratello gemello e la nonna malata. Trascorre le sue giornate tra turni massacranti al lavoro e visioni compulsive del suo programma preferito, che ha per protagonista Ko Haeri, sua coetanea e stella nascente di Snowglobe, alla quale assomiglia incredibilmente. Quando Haeri muore all'improvviso, Chobam viene segretamente convocata a Snowglobe per prenderne il posto, per diventare lei affinché possa "continuare a vivere". Il mondo non può sapere la verità. All'inizio sembra un sogno che si avvera. Ma Chobam scopre presto che la città non è il paradiso che pensava: è un ingranaggio spietato in cui niente è reale, e nessuno è libero. Sotto la superficie levigata del sistema si agitano complotti, manipolazioni e una violenza sottile ma costante. E un mistero intorno alla morte di Haeri che nessuno sembra voler spiegare.

Recensione e commento

Uno dei libri passati maggiormente in sordina nel 2025 è sicuramente Snowglobe, una distopia meno terrificante del solito, ma tra le migliori nel fare da specchio alla nostra società.

A essere centrali sono le dinamiche del capitalismo e dei social network che prendono vita: in un mondo alla temperatura costante di quaranta gradi centigradi sotto zero, c’è una sola città a temperatura controllata in cui le persone possono vivere vite agiate, ovvero Snowglobe. Fuori dalla cupola, i centri abitati sono popolati da persone che devono letteralmente correre sulla ruota di un criceto per produrre corrente elettrica, che serve loro per scaldarsi, guadagnare lo stretto necessario per sopravvivere e soprattutto avere accesso ai drama, ovvero spettacoli quotidiani simili a serie tv o soap opera che ritraggono le persone che vivono nella capitale. Non esiste alcuna legge che vieti alle persone comuni di vivere a Snowglobe, certo, ci sono delle selezioni strettissime per accedere alle università e ai lavori lì, ma il problema non è la proibizione, quanto la mobilità sociale praticamente ferma. C’è una sola grande clausola: chi ci vive rinuncia alla sua privacy, va in onda praticamente ventiquattro ore al giorno e non può mai permettersi di mostrare la sua vera personalità. Per esempio, gli studenti che vengono ammessi alla facoltà di medicina sono anche necessariamente attori di medical drama e non ci sono mai momenti passati senza telecamere puntate addosso finché non si esce da Snowglobe. 

Chi vive nei centri abitati al di fuori fa i conti con la natura inclemente del clima e vive da uno stipendio all’altro, con problemi reali e concreti, eppure, nonostante questo riesce a gioire per l’anello di diamanti fuori dalla portata della gente comune ricevuto da una sconosciuta vista sullo schermo di un dispositivo elettronico. Si viene a creare, in sostanza, il legame parasociale che noi utenti comuni creiamo con gli influencer sui social: gioiamo per vite che non possiamo permetterci mentre abbiamo problemi a sbancare il lunario e addirittura invidiamo i loro lavori inutili, perché mentre le persone comuni si spaccano la schiena nelle centrali elettriche, a Snowglobe i lavori più prestigiosi sono quelli che non hanno nessuna reale utilità. La protagonista, infatti, ottiene l’ambitissimo ruolo di punta come meteorologa, un lavoro che non ha nessun senso perché chi vive fuori dalla cupola non conosce altra condizione atmosferica diversa dai quaranta sotto zero, mentre chi vive dentro sa che il clima è artificiale e per questo il meteo non fa previsioni autentiche, ma vere e proprie estrazioni a sorte come con i numeri della lotteria. Chi è costantemente sotto i riflettori non può mai mostrare la sua personalità autentica al 100%, non ha la libertà di decidere delle proprie azioni senza i condizionamenti esterni delle aspettative del pubblico e senza la paura di perdere il privilegio di vivere a un clima gradevole (perché finito il proprio lavoro, bisogna sempre lasciare la città), per cui si viene a creare un paradosso: dalla nostra parte dello schermo pensiamo di conoscere perfettamente persone che non sanno nemmeno che esistiamo, mentre dall’altra parte le persone hanno vite forzate dalla paura di perdere ciò che hanno. 

Per una volta assistiamo a un distopico che non è un romance enemies to lovers travestito da altro: non ci sarà nessuna storia d’amore tormentata, soltanto la protagonista che, dopo aver vissuto fino ai sedici anni in un piccolo centro urbano, viene invitata a vivere a Snowglobe e lì scoprirà tutto il marcio, tutti gli interessi personali ed economici che si nascondono sotto quelle vite scintillanti. Imparerà anche a sue spese che cosa significhi essere una persona crea a tavolino per essere messa davanti a una telecamera ( ne sanno qualcosa tutti i bambini che una volta diventa adulti hanno fatto causa ai genitori influencer che li hanno esposti al pubblico per monetizzare su di loro, invece di proteggerli) e si renderà conto che persino chi vive dentro la città è una marionetta al servizio di chi ha potere, potere vero, non solo economico, perché chi si trova al vertice della piramide ha sia il benessere che la privacy, cose inconciliabili per chiunque altro, che invece si trova davanti al bivio se vivere una via vera ma misera o una agiata che è solo uno spettacolo.

Dopo un inizio un po’ macchinoso fatto per spiegare tante regole di worldbuilding, Snowglobe costruisce con ritmo incalzante una trama che punta il dito contro la società superficiale e anestetizzata che abbiamo costruito. Una distopia non terrificante come altre, ma sicuramente autentica che non si perde nei difetti del fanservice. 

Il Canto dell’Alba

Titolo: Il Canto dell’Alba Titolo originale: The Song Rising Autrice: Samantha Shannon Traduttrice: Egle Costantino Lingua originale: ingl...