- Titolo: Elfie
- Titolo originale: Elfie
- Autore: Gregory Maguire
- Traduttrice: Giulia Poerio
- Lingua originale: inglese
- Codice ISBN: 9788804806837
- Casa editrice: Mondadori
Trama
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| Tutti meritano l’opportunità di volare! |
Elfie è un ritorno alle origini, sia letterale che metaforico, dato che il libro parla dell’infanzia di Elfaba, la strega che ha combattuto per i diritti degli Animali nel regno di Oz e inoltre questo romanzo è dedicato a Idina Mezel e Cyntia Erivo, la prima e l’ultima Elfaba in ordine cronologico. Elfie approfondisce l’infanzia che ci era già stata brevemente raccontata nel romanzo principale e ci mostra degli episodi specifici nella vita della protagonista che l’hanno formata come individuo. Si tratta di sprazzi, di rari momenti di esercizio di empatia in un contesto familiare arido, privo di affetto e valori profondi, perché Elfaba, figlia di un ministro spirituale, viene trascinata in giro per le paludi assieme alla sua famiglia per seguire la missione evangelizzatrice del padre, che mai come in questo caso, predica bene ma razzola malissimo. Un uomo palesemente in crisi che redarguisce dei genitori che non amano la disabilità di uno dei loro figli perché non riescono a vederlo bello anche in quella condizione, mentre lui non riesce a superare il fatto che la sua primogenita sia verde e la secondogenita priva di braccia. Lo sviluppo psicologico di Elfaba deve avvenire all’ombra della ricerca di redenzione del padre e sotto i suoi dettami religiosi che riuscirà a forzare solo raramente e a fatica. Non si tratta di una protagonista simpatica, Elphaba è sempre autentica e cerca di restare fedele a sé stessa in un mondo che ha fatto dell’ipocrisia e delle apparenze il suo marchio di fabbrica. La buona educazione diventa facciata, mentre a livello sociale sta iniziando la graduale e tragica ostracizzazione degli Animali.
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Villemjin Verkaik è la mia Elphaba preferita, qual è la vostra? |
Eppure, Elphaba sa bene cosa significhi dover passare la vita a cercare di non dare nell’occhio e sono proprio le esperienze che vive nei suoi anni più formativi a renderla la paladina di qualsiasi persona che nella vita si sia sentita derisa o esclusa, anche perché questo non è solo un libro che indaga il suo sviluppo intellettivo, ma anche emotivo, perché durante la sua infanzia arida di affetto sono poche le occasioni in cui Elphaba si sente degna di amore. Oggi sono tantissime le opere che hanno preso ispirazione da Wicked, come la trilogia di Chris Colfer che ne riprende moltissime tematiche e addirittura alcuni piccoli dettagli della trama, proprio perché la perfida strega dell’Ovest è diventata lo stendardo della diversità ed è per questo che chiunque l’abbia interpretata o la interpreterà a teatro o sul grande schermo abbia inserito o inserirà un tocco del proprio dolore personale. Chiunque di noi può essere come Elfaba e quello che l’autore ci ricorda è che ci troviamo più vicino alla sua posizione che a quella del Mago, nel suo alto castello, a cercare capri espiatori per le proprie mancanze e manodopera gratuita da sfruttare per scopi politici ed economici.
Elfie è un romanzo che rende omaggio a questi trent’anni, a tutto quello che è cambiato e a ciò che purtroppo ancora non l’ha fatto. È una dedica alle Elphaba di ieri e di domani che hanno cambiato e che cambieranno questo mondo.




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