mercoledì 17 giugno 2026

La Prescelta del Corvo

  • Titolo: La Prescelta del Corvo
  • Titolo originale: The Raven Scholar
  • Autrice: Antonia Hodgson
  • Traduttore: Stefano Giorgianni
  • Lingua originale: inglese
  • Codice ISBN: 9788804792819
  • Casa editrice: Mondadori
Trama


Dopo ventiquattro anni di pace, per l’imperatore Bersun il Brusco è giunto il momento di lasciare il trono di Orrun. In una torrida estate, sette contendenti lottano per prenderne il posto. Ciascuno di loro, addestrato in un diverso monastero, combatte sotto l’egida di un animale sacro: Volpe, Corvo, Tigre, Bue, Orso, Scimmia e Segugio. L’ottavo, il campione del Drago, verrà rivelato solo all’inizio delle Prove. Sono guerrieri di rara abilità, ma anche fini strateghi e menti acutissime: il meglio del meglio. Alla vigilia della prima Prova, però, una di loro viene uccisa. Il compito di trovare l’assassino viene affidato a Neema Kraa, brillante ed eccentrica Grande Erudita, nonché prediletta dell’imperatore Bersun. Per farlo, Neema dovrà districare una rete di segreti antichissimi, oltre che sopravvivere agli attacchi di guerrieri pronti a tutto per nascondere il loro oscuro passato e per proteggere le loro feroci ambizioni. Neema pensa di essere sola. Ma ci siamo noi ad aiutarla. Deve solo lasciarci entrare. Se riuscirà nell’impresa, conquisterà il trono, che lo voglia o no. Se perderà, l’aspetta la morte. Ma noi non lasceremo che accada. Perché noi siamo il Corvo, e siamo magnifici.


Recensione e commento

Quante cose da dire, su questo libro! La Prescelta del Corvo non è il romanzo d’esordio di Antonia Hodgson, ma è il suo primo fantasy dopo diversi gialli e ciò sarebbe stato chiaro comunque per la natura stessa del libro.

Infatti, per quanto contenga delle buone idee, si vede che la struttura è talvolta inesperta: il libro è ambizioso ma qualche volta abbozzato nella sua ambizione. Per esempio, la maggior parte dei capitoli sembra essere scritta tramite la focalizzazione della protagonista, Neema, salvo poi, per esempio in un capitolo da quindici pagine, inserire due righe dal punto di vista di un altro personaggio. La focalizzazione mobile di per sé non è un problema, anzi, io la preferisco rispetto a quella fissa perché mostra una maggiore padronanza della storia e bisogna avere tutto sotto controllo per poterla utilizzare, ma qui appare spesso disorientante perché non è bilanciata, viene usata solo quando l’autrice si rende conto di non poterne fare a meno e pertanto inserisce occasionali intrusioni da un altro punto di vista, un po’ come se si trattasse di una prima stesura invece di quella definitiva. Allo stesso modo, quando le serve un narratore onnisciente, inserisce degli intermezzi scritti in corsivo che sarebbero il punto di vista di un ulteriore personaggio introdotto avanti nella trama, che vede le cose dall’altro e ci fa il punto della situazione, ma anche qui, per me eccessivamente sbilanciato e poco organico.

Tuttavia, se la forma ha dei problemi, sul contenuto sono più clemente, poiché dalla trama si capisce benissimo che Hodgson scriveva gialli perché è chiaro che sa benissimo come si fa. Sa quando costruire la tensione e quando mollarla, quando spargere indizi che non si dimentica mai di aver sparso, quando e come costruire intrighi, dove piazzare non detti e seminare scenate. Da questo punto di vista, niente da dire, ci sono pochissimi problemi e abbastanza minori e trascurabili. In effetti è proprio il nucleo fondante della storia che spinge ad andare avanti nella lettura, anche quando ci sono i sopraccitati problemi strutturali.

Per quanto riguarda la polemica scaturita dalla copertina dell’editore italiano, mi sento di spendere due parole: sotto al post si sprecavano i commenti che asserivano che fosse fuorviante e sembrasse troppo young adult per il taglio del libro. Dopo averlo letto, io credo invece che sia stata una scelta vincente e sia molto più vicina al target reale del libro rispetto a quella generica e abbastanza dimenticabile dell’originale. Perché se da un lato è vero che a popolare questa storia sono tutte persone sopra i trenta, dall’altro lato non si comportano mai in modo coerente con la loro età: si sprecano i drammi adolescenziali, le scenate, le tempeste ormonali e le risposte fuori luogo. Secondo me questo non è di per sé un male, ma è giusto approcciarsi a La Prescelta del Corvo con consapevolezza, per evitare brutte sorprese. In merito alla caratterizzazione, invece, Neema è chiaramente un’antieroina, una donna che ha dedicato la sia vita alla carriera senza mai cercare problemi o avventure, ma quando questi vanno a cercare lei, Neema non è né pronta né circondata da alleati pronti a dare la vita per lei, anzi, si trova sempre in minoranza con il mondo contro. Non è sempre una protagonista per cui fare il tifo e potrebbe essere indigesta nel suo cercare di non prendere parte, nel suo essere ignava, specialmente all’inizio del romanzo, ma questo punto di partenza bassissimo è l’ideale per poter risalire.

In conclusione, La Prescelta del Corvo è un libro che può riservare delle piacevoli sorprese, ma al quale bisogna approcciarsi con le giuste aspettative, ideale più che altro per chi cerca un thriller immerso in un’ambientazione fantasy


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La Prescelta del Corvo

Titolo: La Prescelta del Corvo Titolo originale: The Raven Scholar Autrice: Antonia Hodgson Traduttore: Stefano Giorgianni Lingua original...