- Titolo: Il Mondo sospeso
- Titolo originale: The Floating World
- Autrice: Axie Oh
- Traduttrice: Paola Molica
- Lingua originale: inglese:
- Casa editrice: Mondadori
- Codice ISBN: 9788804800590
Trama
Sunho vive nel Mondo di Sotto, una terra condannata alla perenne oscurità. Ex soldato, non ha nessun ricordo della sua vita passata. Sa solo che, un giorno di due anni prima, si è svegliato senza nient'altro che il suo nome e la sua spada e da allora sopravvive con lavoretti saltuari. Ora però gli si presenta la grande occasione: otterrà uno scrigno pieno di monete se riuscirà a catturare la ragazza che brandisce la luce argentea. Ren è un'acrobata che percorre il paese con la famiglia di saltimbanchi che l'ha adottata. Ma tutto cambia quando un demone attacca il villaggio in cui si sta esibendo: in un momento di rabbia e terrore, la ragazza scatena un'esplosione di luce - un potere che ha tenuto nascosto fin dall'infanzia - e uccide il mostro. Tuttavia non riesce a evitare che l'amato Zio muoia e che lo Zietto rimanga ferito gravemente, il suo sangue infettato dalla creatura. Per salvarlo dal veleno, Ren parte per le montagne da cui è disceso il demone e da cui lei stessa è fuggita dieci anni prima. Il suo cammino incrocerà quello di Sunho, e lo spadaccino e la giovane girovaga scopriranno che i loro passati - e i loro destini - sono molto più intrecciati di quanto avrebbero potuto immaginare...
Recensione e commento
Dopo la lettura di La Ragazza che cadde in fondo al mare, libro di cui ho parlato su instagram ma che non ho recensito esaustivamente perché ha toccato per me delle corde troppo emotive, non potevo esimermi dall’affrontare l’ultima fatica di Axie Oh, Il Mondo sospeso, che rispecchia alcune delle caratteristiche dell’autrice che già conoscevo e ne aggiunge di nuove.
Partiamo da quelli che per me sono difetti e teniamoci il dessert per la fine, come sempre. Per quanto l’idea di partenza sia ottima (ne parliamo fra un attimo), a mio avviso sul lungo termine pesa la confusione nel worldbuilding: se in La Ragazza che cadde in fondo al Mare l’autrice riusciva a ritrarre in modo vividissimo immagini impossibili e oniriche, in Il Mondo sospeso si fa fatica a crearsi un’idea dei luoghi e delle cose, ci sono più che altro problemi di immersione nella storia, il che è un difetto proprio in virtù del fatto che il romanzo punta moltissimo sullo stile evocativo alla Miyazaki. Ciò non riguarda solo le descrizioni, ma anche le azioni, che tendono a essere un po’ ingarbugliate e poco continue, portando chi legge, di tanto in tanto, a tornare indietro di qualche pagina pensando di aver dimenticato un pezzo di frase anche quando non è così.
Invece, la cosa che mi è piaciuta senza riserve è l’enorme metafora dell’adolescenza incarnata dai due protagonisti: Ren è una ragazza che racchiude dentro di sé il potere della luce, ma ha paura di farla splendere. Il filtro che mette tra sé stessa e il mondo è rappresentato benissimo dalla maschera di scena che indossa per la maggior parte del tempo. Allo stesso modo, Sunho racchiude un demone dentro di sé, una forza che non libera mai e che cerca di tenere sempre sotto stretto controllo. Hanno modi diversi di rapportarsi con ciò che hanno dentro, ma entrambi rappresentano i conflitti interiori di chi sta cercando la propria identità e tenta di districare ciò che vorrebbe essere da ciò che pensa di voler essere. Ren in particolare ha avuto il percorso che ho apprezzato di più, nonostante forse sia quello più canonico. In particolare mi è piaciuto il suo punto di partenza, quello di una bambina che viene adottata da delle brave persone che diventano a tutti gli effetti una famiglia funzionale e in cui sentirsi al sicuro. Con loro, Ren non solo non ha bisogno di maschere, anzi, sono proprio coloro che le forniscono gli strumenti (metafore che diventano letterali) per difendersi dal mondo.
Un altro tema affrontato, forse uno dei più importanti, è la disparità di classe, per quanto la cosa non sia presentata in questi precisi termini. È il mithril (sì, come quello di Tolkien, simile anche come sostanza) a creare il conflitto: la sua estrazione mette a rischio la vita delle persone e l’esistenza stessa del mondo, mentre se la filiera produttiva viene fermata, le persone ricche rischiano di essere un po’ meno ricche. Indovinate un po’ che cosa sceglie la classe dominante. Esatto, sceglie proprio di sterminare bambine che rappresentano una minaccia (soltanto per lo status quo) e continuare a depredare risorse naturali. La disparità sociale si riflette anche nelle abitazioni. Ancora una volta, la metafora si fa letterale e chi sta alla base della piramide sociale può vedere un raggio di luce solo una volta all’anno per pochissimo tempo, mentre scava nella roccia per estrarre materiale che arricchisce altre persone, e c’è chi vive sospeso al di sopra di tutti gli altri, noncurante dei problemi terreni di chi si fa in quattro per tenere in piedi la struttura senza averne mai pieno riconoscimento.
Rispetto a La Ragazza che cadde in fondo al Mare, Il Mondo sospeso mi è piaciuto un po’ meno per via di qualche difficoltà nell’immersione, ma sono comunque riuscita ad apprezzare tantissimo il messaggio di fondo che incita a cercare la propria identità come individui ma a non mettere mai quest’ultima davanti ai bisogni della collettività.




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