mercoledì 30 settembre 2026

Tagliatele la Testa

  • Titolo: Tagliatele la Testa
  • Titolo originale: Off with their Heads
  • Autrice: Zoe Hana Mikuta
  • Traduttrice: Manuela Piemonte
  • Lingua originale: inglese
  • Codice ISBN: 9788804785002
  • Casa editrice: Mondadori
Trama


Il Paese delle Meraviglie raccontato in queste pagine è tutto tranne che un sogno. Piuttosto, è un’oscura foresta, un incubo fatto di radici, nebbia e sangue, infestato dai Santi, antichi guaritori ridotti a mostri grotteschi, affamati di lutto e dolore. Ed è proprio qui che le giovani streghe e amanti Carousel Coniglio e Iccadora Alice Falce sono state esiliate per un crimine che non hanno commesso. Ma la foresta consuma ogni cosa e, per salvarsi, Carousel ha compiuto la scelta più spietata: fuggire, lasciando indietro Icca. Cinque anni dopo, le loro vite sono frammenti di uno specchio infranto. Carousel è una cacciatrice di Santi rinomata, avvolta nel lusso della scintillante capitale, Petra. È diventata la beniamina della spietata Regina Rossa: tra sete dai colori pastello, gioielli e stormi di corvi al suo comando, Caro finge di ignorare i macabri esperimenti che la sua sovrana conduce nelle viscere del palazzo. Iccadora, invece, ha lasciato che l’Oscurità le infettasse le vene. Il tradimento ha scorticato via la ragazza timida di un tempo, trasformandola in una predatrice letale, con un unico scopo: la vendetta. Vuole distruggere il trono. Vuole distruggere la Regina. E, soprattutto, vuole Carousel. Quando il destino (che in questo caso somiglia molto a un’ossessione) le fa incontrare di nuovo, l’odio e l’amore che provano l’una per l’altra si fondono in una danza inebriante. E letale. In un mondo in cui la magia corrode e le bestie hanno fattezze quasi umane, la minaccia più devastante non si nasconde tra gli alberi, ma in due cuori oscuri, disperatamente incapaci di lasciare e lasciarsi andare. Un retelling feroce e perturbante di Alice nel Paese delle Meraviglie, ispirato al folklore coreano, che vi trascinerà giù nella tana del Bianconiglio, in un mondo intriso di sangue e tradimento.


Recensione e commento

È con l’entrata in una selva oscura che Dante inizia il suo viaggio nel punto più basso della sua esistenza (perdonatemi la semplificazione indecente). Tagliatele la testa usa la foresta come luogo dell’inconscio, come sonno della ragione che genera mostri, e crea qualcosa di talmente pazzo che è impossibile parlarne degnamente.

Cercando di dare un contesto più ampio, questo libro psichedelico può essere paragonato a un Attack on Titan coreano ambientato nel mondo di Alice nel Paese delle Meraviglie, il tutto sotto LSD con quaranta di febbre. Sarebbe improprio dire che Tagliatele la Testa sia un retelling, perché dal capolavoro di Lewis Carroll prende solo alcuni tormentoni, alcune frasi e circostanze entrate nell’immaginario comune, ma vive totalmente di vita propria e genera un prodotto del tutto nuovo. Non è semplicemente una storia pazza nel senso più carino del termine, quello che denota quel tipo di follia che semplicemente spinge le persone fuori dai confini dei canoni del socialmente accettato, quanto il tipo di squilibrio mentale portato dal troppo dolore, dal lutto che spinge la mente di una persona giù da un dirupo da cui non si può risalire. 

L’ambientazione è un’estrinsecazione di questo concetto: il Paese delle Meraviglie è un luogo infestato da mostri che vengono attirati dalla puzza di morte delle persone che vi vengono confinate per punizione. È un viaggio di sola andata perché anche uscirne vive significa lasciare lì la propria sanità mentale, significa diventare completamente diverse, dopo aver ucciso molte bestie per la propria salvezza. Caro e Icca vengono condannate al Paese delle Meraviglie non perché abbiano commesso un omicidio, ma perché Tecca, la loro fidanzata, è morta tra le loro braccia e di questo lutto portano l’odore che attirerebbe i mostri. Con la morte di Tecca crolla l’equilibrio, le due ragazze non riescono a essere una coppia che prima era stata un trio, manca una gamba dello sgabello e affilano la loro sofferenza l’una verso l’altra, incolpandosi a vicenda oppure fingendo che la loro ragazza non sia mai esistita. Caro e Icca entrano nel loro dolore, nella loro selva oscura, e ne escono peggiori, ossessionate morbosamente l’una dall’altra dove prima c’era stato amore, creano uno strappo nel punto in cui erano cucite assieme e avevano preso l’una la forma dell’altra.

Non a caso, la fede nuziale delle tre ragazze non è un anello fatto d’oro, è una cicatrice attorno all’anulare, un dolore indelebile che non potrà mai essere cancellato. In questo senso, nessuno vuole mai entrare nel Paese delle Meraviglie o nel Labirinto della Regina Rossa (fidatevi, questo libro è assurdo e non è possibile riassumerlo) di propria volontà, anche perché la società chiude lì dentro tutto ciò che non vuole vedere, in un unico posto, dove la sofferenza non può fare danni e può essere dimenticata da chi non l’ha provata. Ma ci sono dolori che non possono essere confinati per sempre, a volte si ha solo voglia di fare sentire le altre persone come hanno fatto sentire noi.

Il sistema magico è fuori di testa come le sue protagoniste, possiamo scordarci la roba noiosa come la magia elementale o l’invisibilià. Qui la magia è una forza malvagia che lentamente avvelena il corpo, che si manifesta con poteri specifici per ogni strega, ma che sgorga sotto forma di liquidi corporei: la magia può essere lacrima, può trasudare, uscire dalle gengive facendo cadere i denti o fluire dal naso come muco. Usarla lascia il corpo spossato, quando se ne abusa si avvicina alla morte. 

Ma lasciatemi parlare della cosa che ho preferito di Tagliatele la Testa: lo stile di scrittura. In un mondo editoriale invaso da libri scritti con pov alternati per capitolo, qui abbiamo un narratore onnisciente extradiegetico che non solo rompe la quarta parete, parlando in modo diretto a chi legge, ma addirittura 
 Da Attack on Titan
giudica ciò che succede, chiede clemenza per le protagoniste, indirizza l’opinione che dobbiamo farci di loro. È anche grazie allo stile di scrittura che questa storia riesce, perché aggiunge tantissima potenza. Sarebbe stato molto sbilanciato, infatti, se così, di punto in bianco, da metà libro in poi fossero spuntati fuori altri punti di vista (se mi leggete da un po’, sapete quanto la cosa mi faccia imbestialire). Occhio sopratutto a leggerlo con le aspettative giuste: non ci saranno coccolosi conigli bianchi, perché le azioni sfociano sempre nel weird o addirittura nel body horror, inoltre, è volutamente complesso da leggere perché è difficile seguire il flusso di coscienza di persone che hanno perso il senno.

Se proprio devo spaccare il capello, mi viene da dire solo che alcune scene diventano ripetitive e poteva essere leggermente meno verboso, ma qui sto mettendo veramente i puntini sulle I.

Tagliatele la Testa non è certo una lettura che vi consiglio di fare prima di andare a dormire quando vi sta calando la palpebra: è un romanzo che richiede concentrazione e che di sicuro non lascia indifferenti. È un libro che ha saputo catturarmi nel suo essere volutamente strano, nel rifiutare i canoni di scrittura di questo periodo e che ha il grande preciso di non essere un fast-book. Se cercate qualcosa del genere, io non me lo farei scappare.

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Tagliatele la Testa

Titolo: Tagliatele la Testa Titolo originale: Off with their Heads Autrice: Zoe Hana Mikuta Traduttrice: Manuela Piemonte Lingua originale:...