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mercoledì 6 marzo 2024

Five Survive

  • Titolo: Five Survive
  • Titolo originale: Five Survive
  • Autrice: Holly Jackson
  • Traduttore: Paolo Maria Bonora
  • Lingua originale: inglese
  • Codice ISBN: 9788817179782
  • Casa editrice: Rizzoli
Trama


Sei ragazzi in camper viaggiano nella notte verso le agognate vacanze di primavera. A un tratto, una gomma a terra li costringe a fermarsi, ma quello che sembra un banale incidente di percorso, ben presto si trasforma in un incubo. Un puntino rosso si muove lungo la fiancata del camper. Un rumore sordo. Odore di benzina. Qualcuno ha sparato al serbatoio. Là fuori, nell’oscurità, è appostato un cecchino e loro non possono fuggire, né comunicare con l’esterno perché i cellulari non funzionano: il loro aggressore ha messo fuori uso le celle telefoniche e comunica attraverso un walkie talkie appeso allo specchietto del camper. Ma la scoperta più agghiacciante è capire che non sono vittime casuali: il killer li conosce ed è venuto a cercare proprio uno di loro… In quelle otto ore che li separano dall’alba, le più lunghe della loro vita, molti segreti verranno svelati e la tensione tra i sei amici raggiungerà livelli fatali. Alla fine di quella lunga notte saranno ancora tutti insieme?

Recensione e commento

D’ora in poi quando sentirò la frase “Ha fatto anche cose buone” penserò a TikTok che ha reso popolare Holly Jackson. 

Non era facile eguagliare la performance della serie precedente dell’autrice, quella di Come uccidono le brave Ragazze, eppure l’autrice è riuscita a scrivere qualcosa di nuovo e altrettanto intrigante. Infatti, Five Survive si discosta totalmente e non ha nulla in comune né nella forma, né nel contenuto, né nella struttura e questo è positivo perché dimostra la versatilità di Holly Jackson. Dopo Pippa, la protagonista dei romanzi precedenti che era una brava ragazza con una famiglia funzionale e ottimi voti, qui abbiamo Red, una ragazza piena di problemi anche di natura economica e una famiglia a pezzi. Eppure, le due ragazze hanno potuto avere archi di formazione diametralmente opposti proprio in virtù del fatto che loro stesse sono agli antipodi e se Pip diventerà via via sempre più moralmente ambigua, Red, invece si troverà a dover affrontare una situazione che può superare proprio grazie ai traumi che ha vissuto, che l’hanno preparata ad affrontare qualsiasi cosa, quando riesce a crederci abbastanza.

Fondamentalmente, tutto il suo personaggio ruota attorno al suo trauma, che le provoca mancanza di concentrazione e difficoltà a elaborare ciò che accade, eppure nel momento in cui capisce di essere in grado di adempiere a dei compiti diventa una protagonista attiva e si risolleva indirizzando correttamente la sua rabbia. 

Mentre leggevo Five Survive nella mia testa ricorreva spesso una frase del Joker di Heath Ledger “Appena le cose vanno male, queste persone ‘civili’ e ‘perbene’ si sbranano tra di loro”, perché in questo thriller sei ragazzi vengono intrappolati dentro al loro camper in mezzo al nulla da un cecchino che vuole scoprire un loro segreto e per questo in varie situazioni, invece di fare fronte comune e cercare una soluzione, saltano fuori tutti i piccoli problemi, ingigantiti dalla lente d’ingrandimento dell’angoscia, e quelli grandi e grandissimi. Sebbene ci vengano presentati tutti nel primo capitolo, non ho avuto problemi a distinguere i personaggi gli uni dagli altri, perché hanno psicologie distinte e ben costruite, tanto che i discorsi diretti sono facilmente attribuibili alla persona che parla anche senza le indicazioni della voce narrante.

Il trope del “so cos’hai fatto” può sembrare sfruttato fino all’osso, eppure ho azzeccato solo mezzo colpo di scena, in tutto il resto Holly Jackson semina indizi che ho pensato andassero interpretati in un modo, ma che alla fine andavano messi assieme in un modo diverso e molto più intrigante. Inoltre, il rimo serrato, scandito dal passare delle ore nel camper rende impossibile mettere giù il libro fino a che non si finisce. 

Insomma, sono contentissima che Holly Jackson sia tornata in pista con Five Survive, sul quale riponevo aspettative che temevo non fossero all’altezza. Invece, per una volta, l’hype è giustificato.

venerdì 22 agosto 2025

Not Quite Dead Yet

  • Titolo: Not Quite Dead Yet
  • Titolo originale: Not Quite Dead Yet
  • Autrice: Holly Jackson
  • Traduttore: Paolo Maria Bonora
  • Lingua originale: inglese
  • Codice ISBN: 9788817191081
  • Casa editrice: Rizzoli
Trama

Tra sette giorni Jet Mason sarà morta. Jet ha ventisette anni e sta ancora aspettando che la sua vita decolli. Il suo mantra è “lo farò più tardi”, pensando di avere tutto il tempo del mondo. Fino alla notte di Halloween, quando viene aggredita in casa sua da un intruso. L’attacco le procura un forte trauma cranico e il medico è certo che entro una settimana la lesione scatenerà un aneurisma mortale. Jet non ha mai pensato di avere dei nemici, ma ora vede tutti sotto una nuova luce: la sua famiglia, la sua ex migliore amica, ora sua cognata, il suo ex fidanzato possessivo… Le restano sette giorni, solo sette giorni per scoprire chi l’ha aggredita, e a mano a mano che le sue condizioni peggiorano, Jet si rende conto che l’unico di cui si possa fidare è il suo amico d’infanzia Billy. Ma questa assurda storia ha anche un risvolto positivo: per la prima volta nella sua vita è determinata a portare a termine qualcosa. Jet risolverà il suo stesso omicidio.


Recensione e commento

L’ultima fatica di Holly Jackson si intitola Not Quite dead Yet ed è un thriller che negli esiti si discosta un pochino sia dalla sua produzione precedente, sia da libri dello stesso genere.

Cominciamo col dire che non è una lettura priva di difetti: il primo capitolo ha tratti quasi dilettanteschi nel modo di fornire le informazioni, c’è un po’ di infodump nel presentare il cast di personaggi che si susseguono a rotta di collo uno dopo l’altro con tanto di background personale. Inoltre, alcuni di loro, protagonista inclusa, hanno nomi molto simili per grafia, lunghezza e suono, il che è qualcosa che si tende a evitare quando si scrive un romanzo, proprio per non correre il rischio di confondere, ma dando a Jackson il beneficio del dubbio ho pensato che potesse essere un indizio (un potenziale killer a cui è stato detto di uccidere una persona e invece si sbaglia e ne uccide un’altra, per esempio). A lettura finita mi duole affermare che non è così, era semplicemente un errore di editing (per quando non grosso come quello avvenuto con Il Ritorno di Rachel Price).

Per quanto riguarda la fretta nella stesura del primo capitolo, è un elemento perdonabile nell’ottica complessiva del romanzo, perché per come è stato concepito punta a darci un’infarinatura per poi partire a cannone nel secondo capitolo, srotolando una trama in cui, letteralmente, non c’è un minuto da perdere. Anche grazie al ritmo incalzante e all’immersione che riesce a creare i problemi di cui parlavo prima si vedono meno, perché si notano a posteriori, a libro chiuso, ma non si ha la freddezza di guardarli mentre si ha tutto il coinvolgimento emotivo che viene messo in campo.

Infatti, come sempre, Jackson è bravissima a creare tensione e farci sospettare di chiunque, per quanto a un certo punto il cerchio si stringa e diventi evidente chi sia il colpevole. Sotto questo aspetto, posso dire di aver trovato tutto relativamente verosimile, nell’ottica della finzione letteraria, ma non sono stata pienamente soddisfatta dal finale, che ha l’indiscutibile pregio di mantenere le promesse fino alla fine, ma è comunque mancata una spanna di coraggio in più per portarlo ancora oltre. 

Poi, trovo sempre molto apprezzabile il modo di Jackson di caratterizzare le sue protagoniste e gli altri personaggi: Jet è una ragazza di ventisette anni divisa a metà tra la sensazione di non aver mai concluso nulla nella vita e quella di avere ancora tutto il tempo del mondo per rimediare. Nessuna delle protagoniste create dall’autrice fino a questo momento è intercambiabile con le altre, ma forse un pochino lo è Billy che qui mi è sembrato molto simile a Ravi, il comprimario di Come uccidono le brave ragazze, anche se devo dire che amo alla follia che l’autrice si spenda tanto per creare personaggi maschili senza un’ombra di tossicità. 

Grazie al ritmo incalzante, ai temi trattati, come il conflitto generazionale e la paura tutta millennial di non aver fatto nulla della propria vita, Jackson riesce nell’impresa di creare un libro da cui è impossibile staccarsi, nonostante i piccoli difetti che passano in secondo piano proprio grazie alla sua scrittura immersiva ed emotiva.

mercoledì 4 dicembre 2024

Il Ritorno di Rachel Price

  • Titolo: Il Ritorno di Rachel Price
  • Titolo originale: The Reapperarance of Rachel Price
  • Autrice: Holly Jackson
  • Traduttore: Paolo Maria Bonora
  • Lingua originale: inglese
  • Codice ISBN: 9788817185998
  • Casa editrice: Rizzoli
Trama


Luci. Azione. Bugie. Bel, diciotto anni, ha vissuto tutta la sua vita all’ombra della misteriosa scomparsa di sua madre, Rachel. Sedici anni fa la donna è svanita nel nulla e Bel, l’ultima ad averla vista viva, era troppo piccola per ricordare qualcosa. Quel che è certo è che Rachel non c’è più, presumibilmente morta da anni. Bel vorrebbe solo poter andare avanti, mentre invece il fantasma della madre sembra non volerla proprio lasciare in pace. Quando la famiglia Price dà il consenso a girare un documentario su Rachel, il caso viene riportato alla ribalta. Bel non vede l’ora che le riprese finiscano per poter tornare alla sua vita normale, ma poi accade l’impossibile: Rachel Price riappare e addio ritorno alla normalità. La storia che Rachel racconta ha dell’incredibile, e infatti Bel non sa se crederle. Ma se sta mentendo, dove è stata per tutti questi anni? E se non fosse davvero chi dice di essere? Una ripresa dopo l’altra, Bel deve scoprire la verità su sua madre e sul perché è tornata. Una storia sconvolgente sulla ricerca della verità e sulla paura di scoprire chi è davvero la tua famiglia…

Recensione e commento

Il Ritorno di Rachel Price è considerato il peggiore libro scritto dalla prolifica penna di Holly Jackson, creatrice della saga “Come uccidono le brave ragazze”, per intenderci, per cui avendo già sentito dei pareri da chi aveva letto questo nuovo romanzo in lingua originale partivo con aspettative sotto la media, per essere un libro di un’autrice tanto abile.

E devo dire che in realtà i tre quarti del volume sono stati molto piacevoli, se si fosse fermato cento o centoventi pagine prima sarebbe stata una storia davvero gradevole e non avrei avuto molto da ridire: la struttura è agli antipodi rispetto a quella a cui siamo abituate, perché il giallo non è sulla sparizione di una persona, evento che è avvenuto sedici anni prima, ma sulla sua ricomparsa. Siamo ben oltre le ventiquattro ore decisive per la vita di una donna che viene rapita, eppure la sua ricomparsa getta molte ombre sulla famiglia Price, perché nessuno sembra davvero felice di vederla. Il sovvertimento dello status quo da parte sua non viene ben recepito dalla figlia Bel, che aveva solo due anni al momento della sua scomparsa ed era persino presente. Bel ha la certezza che Rachel stia mentendo e fa di tutto per trovare le prove. Questa è stata la parte migliore del romanzo, perché tiene davvero incollate alle pagine, non c’è un attimo di respiro e i colpi di scena sono dietro l’angolo. Gli indizi ci vengono forniti, ma l’autrice è abile a fornire delle spiegazioni che non sono quelle a cui noi lettrici avevamo pensato.

Un’altra cosa che ho apprezzato è che i personaggi non sono confondibili con quelli di un’altra dei suoi romanzi, Jackson non crea dei libri che sono la copia carbone di altre cose che ha scritto, anche se Il Ritorno di Rachel Price oggettivamente pecca un po’ di citazionismo, dato che diverse delle diramazioni della trama sono state prevedibili perché raccontate identiche in altre storie che lei stessa nomina all’interno della prosa. 

Le note dolenti arrivano quasi tutte sul finale, perché il movente che viene fornito è molto debole, un colpevole c’è e basterebbe davvero puntare il dito verso questa persona sin dall’inizio mostrando le prove, eppure questa mancanza viene giustificata con la scusa di non essere credibile, quando in realtà è tutto il teatrino che viene tirato su per tenere su la bugia che non sta in piedi. Una volta che si mette in discussione questo, l’intera trama appare improvvisamente traballante e tirata per i capelli. Inoltre, la psicologia stessa del colpevole avrebbe avuto bisogno di più approfondimento perché appare un po’ troppo all’acqua di rose, dal momento che esistono dei segnali rivelatori della sua personalità ma sono  quelli di uno stadio iniziale di un comportamento violento, non quelli che fanno pensare a un’escalation su cui si può perdere il controllo da un momento all’altro.

Un altro problema che ho riscontrato riguarda l’editing, sia in italiano che in lingua originale. Nello specifico, per esempio, c’è un indirizzo che viene nominato diverse volte e il numero civico cambia ogni volta, per cui leggendo si potrebbe pensare che sia un indizio, che vada a parare da qualche parte e invece no, è solo un errore che evidentemente non è stato corretto in fase di editing. Per quanto riguarda l’italiano, invece, l’uso dell’imperfetto dell’indicativo al posto dell’imperfetto del congiuntivo è criminale e non me lo aspetto da una delle più grandi case editrici italiane. La sensazione è quella che quando una penna arriva a un certo livello di successo e le copie vendute sono garantite venga mandato il manoscritto in stampa senza cercare di trarne il meglio possibile. Un peccato, perché molta sciatteria poteva essere tolta facilmente e il risultato sarebbe risultato ancora più piacevole.

Nel complesso, ho trovato Il Ritorno di Rachel Price gradevole e incalzante. Davvero non sono riuscita a metterlo giù fino a quando non l’ho finito, per quanto avrebbe potuto essere un libro ancora migliore con un po’ di attenzione in più. E oggettivamente, se fosse stato scritto da un’autrice che non mi avesse abituata a standard così alti, forse lo avrei persino promosso a pieni voti, ma visto che stiamo parlando di Holly Jackson sono molto consapevole che potesse fare di più, dato che l’ha già fatto.

mercoledì 23 novembre 2022

Brave Ragazze, Cattivo Sangue

 Ciao, bellissima gente, siamo su questi schermi per parlare di questa nuova, attesissima, uscita che ho potuto leggere grazie a Ylenia e alla casa editrice che ci ha fornito il libro in omaggio. Senza indugi, cominciamo!

  • Titolo: Brave Ragazze, Cattivo Sangue
  • Titolo originale: Good Girl, Bad Blood
  • Autrice: holly Jackson
  • Traduttore: Paolo Maria Bonora
  • Lingua originale: inglese
  • Codice ISBN: 978-8817164610
  • Casa editrice: Rizzoli

Trama

Pippa Fitz-Amobi è reduce dalle avventure che l’hanno portata alla risoluzione del cold case della morte di Andie Bell. L’indagine è ora raccontata per filo e per segno in un podcast, che sviscera tutti i particolari dell’indagine. Pippa, segnata dagli eventi dell’anno precedente, afferma a gran voce che dopo la scorsa esperienza ha chiuso con il voler fare la detective. Ma improvvisamente il fratello del suo amico Connor sparisce. La polizia non vuole fare nulla a riguardo, e Pippa si ritrova immersa in una nuova indagine, che mai avrebbe immaginato potesse portare a galla segreti tanto loschi. E questa volta, tutti sono in ascolto. Ma riuscirà a trovarlo prima che sia troppo tardi?

Recensione e commento

Ho una confessione da fare: avevo delle aspettative molto basse per Brave Ragazze Cattivo Sangue, paradossalmente proprio in virtù del fatto che Come uccidono le brave Ragazze mi era piaciuto in modo così totalizzante che pensavo che la pubblicazione di un seguito fosse una trovata di marketing che sarebbe sfociata nel trash.

Potete recuperare il primo libro anche tramite Audible
Mi sbagliavo, e di grosso. Perché Brave Ragazze, Cattivo Sangue non cade nell’errore di molti seguiti del genere, che disfano quello che è stato dato per assodato nel libro precedente: il caso giudiziario con cui si confronta Pip è totalmente nuovo, quindi i dettagli che sono stati studiati per il primo libro non rischiano di contraddirsi con quelli messi a punto per questo. Insomma, l’intreccio funziona bene, la storia è scorrevolissima e il ritmo è ben cadenzato, eppure il romanzo non scorre soltanto grazie alla prosa: il modo in cui determinate informazioni vengono offerte a chi legge, attraverso pagine di diario, trascrizioni di file audio, commenti sui social network, foto delle scene del crimine che permettono di saltare descrizioni e digressione, fornendo invece i contenuti in modo diretto, senza che la voce narrante debba mediare, è un metodo efficacissimo per non spezzare la narrazione. E proprio in virtù di ciò, Holly Jackson è riuscita a rendere piacevole una delle esperienze che come lettrice in genere mi lasciano più perplessa, ovvero il riassunto del libro precedente per chi lo ha letto tanto tempo prima di cominciare il nuovo. Il momento in cui, a pagina 16, l’autrice ha inserito il riassunto una tantum e in modo totalmente geniale è stato esattamente quello in cui ho smesso di essere scettica verso questo romanzo (insomma, il mio scetticismo è durato parecchio…), perché per me questo era l’onore della prova eHolly Jackson ha dimostrato di saper tenere la penna in mano. Se avessi avuto un cappello mentre leggevo, me lo sarei di sicuro levata. 

Non vedo l’ora di leggere As good as dead
Insomma, bella la prosa, bella la trama, belli gli espedienti, ma ciò che ho preferito è la psicologia dei personaggi. Pip mi aveva convinto già dal primo libro, un’adolescente con la testa sulle spalle e una bella famiglia una volta tanto, tutto verosimile, costellato di alti e bassi, ma mai mai mai disfunzionale. Qui c’è un’ulteriore evoluzione del suo personaggio, perché da scolara integerrima, Pip cambia le sue priorità e si rende conto che ciò che l’anno precedente le sembrava vitale, ora ha perso d’importanza. Pip è una brava persona non stereotipata, non è priva di tridimensionalità a cui si pensa quando si immagina l’archetipo della persona perbene. No, Pip sbaglia, a volte, ma ci prova, tiene molto a parlare dei casi giudiziari in modo lucido, oggettivo e non sensazionalistico, ha una moralità incrollabile e per la giustizia va avanti come un caterpillar. La sua relazione con Ravi è una delle più equilibrate che mi sia mai capitato di leggere anche se, giustamente, resta molto sullo sfondo, dato che si tratta di un thriller e non di un romance. 

Per quanto riguarda il finale, è leggermente sottotono rispetto a quello di Come uccidono le brave Ragazze, ma oggettivamente parlando era impossibile (o quantomeno molto improbabile) riuscire a scrivere un finale con un colpo di scena nel colpo di scena. Anche il tipo di chiusura è diversa, perché il primo era chiuso e Come uccidono le brave Ragazze avrebbe potuto essere anche un autoconclusivo, mentre questo offre sicuramente un appiglio per il terzo volume, pur avendo risolto il mistero. 

In sostanza, non posso che consigliarvi la lettura di questa serie, che mi sta dimostrando pagina dopo pagina di essere valida e imperdibile, non vedo l’ora che Rizzoli porti in Italia l’ultima avventura di Pip.


mercoledì 10 febbraio 2021

Come uccidono le Brave Ragzze


  • Titolo:Come uccidono le Brave Ragazze
  • Titolo originale: A Good Girl's Guide to Murder
  • Autrice: Holly Jackson
  • Lingua originale: inglese
  • Codice ISBN: 978-8817147842
  • Pagine: 464
  • Editore: Rizzoli
Trama
 
Little Kilton, aprile 2012: Andie Bell, una delle ragazze più popolari della scuola, viene uccisa. O meglio, scompare, e il suo corpo non verrà mai ritrovato. L'assassino è Sal Singh, compagno di scuola e amico della vittima: la polizia e tutti in città ne sono convinti. Il suo suicidio a qualche giorno di distanza ha cancellato tutti i dubbi. Ma Pippa Fitz-Amobi, che al tempo dei fatti aveva dodici anni e che ora si prepara a fare domanda per il college, non ne è per niente sicura. Quando sceglie di studiare il caso come tesina di fine anno, comincia a scoprire segreti che qualcuno in città vuole disperatamente che rimangano tali. E se l'assassino fosse davvero ancora là fuori?
 
Recensione e commento
 
L'autrice
Come ucciono le brave ragazze è un libro rivelazione assolutamente consigliatissimo per varie ragioni. Innanzi tutto lo stile narrativo è molto dinamico perché alterna capitoli in prima persona costituiti dagli appunti e dalle ricerche della protagonista a capitoli in terza persona con focalizzazione interna. Il punto di forza del romanzo non consiste solo nello stile narrativo, ma anche nella protagonista, che per una volta non è una ragazzina scema come una sedia a dondolo, ma una ragazza equilibrata, con una famiglia normale alle spalle che la supporta e la sostiene nelle sue scelte, la indirizza senza mai soffocarla e le permette di fare i suoi sbagli adolescenziali con molta apertura. In questo clima, Pippa, la protagonista, ha tantissimo spazio per crescere e avere un arco di crescita convincente, infatti, il libro si apre con lei che svolge delle ricerche su un omicidio per completare un progetto scolastico e ottenere un bel voto, ma man mano che la storia si sviluppa, lei progredisce assieme a lei, preoccupandosi sempre meno di sè stessa e dei voti e molto di più di dimostrare l'innocenza di una persona e ottenere una giustizia degna di questo nome. Anche la trama non è affatto banale e scontata, poiché riserva numerosissimi colpi di scena, nonostante, all'inizio, possa sembrare che le cose siano chiaro. Infatti, con il chiudersi del cerchio il lettore si sente rassicurato e pensa di aver capito tutto sulla soluzione del caso, quando improvvisamente gli eventi prendono una piega inaspettata e sorprendente.
Oltre alla storia in sè, Come uccidono le Brave Ragazze offre anche degli importanti spunti di riflessione, soprattutto per quanto riguarda il pregiudizio verso i presunti colpevoli, la stigmatizzazione della famiglia, ma anche la santificazione della vittima, che porta alla semplicistica divisione tra bene e male, senza chiaroscuro, impedendo di scavare più a fondo e cercare la verità, non la menzogna che tranquillizzi tutti.
Come Uccidono le Brave Ragazze è un libro perfetto per ogni tipo di pubblico, anche adulto e abituato alla lettura di thriller, perché non annoia e offre un intreccio degno della fama di romanzi più famosi.

Gwen e Art NON stanno assieme

Titolo: Gwen e Art NON stanno assieme Titolo originale: Gwen and Art are NOT in love Autorǝ: Lex Croucher Traduttrice: Marti Del Romano Ling...